Il 12 luglio 2018, la NATO si è trovata ad affrontare una delle sfide più grandi degli ultimi decenni. Durante una riunione di emergenza a Bruxelles, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha minacciato di ritirarsi dall’alleanza transatlantica per la sicurezza se i membri europei non avessero rapidamente aumentato la spesa militare fino all’obiettivo del 2%. Nelle sue recenti memorie, Jens Stoltenberg, allora Segretario Generale della NATO, fornisce una panoramica dettagliata delle tensioni e dei negoziati che hanno plasmato questa crisi di fiducia e gettato le basi per l’attuale aumento della spesa per la difesa al 3,5% e oltre.
Crisi NATO 2018: il rapporto di Stoltenberg sull’ultimatum di Trump e le conseguenze
Il presidente degli Stati Uniti ha lanciato un ultimatum chiaro: i membri della NATO devono aumentare significativamente la loro spesa per la difesa immediatamente o entro il 1° gennaio. Altrimenti, gli Stati Uniti “faranno di testa loro”. Durante il vertice è prevalsa un’atmosfera tesa, in particolare a causa delle continue critiche di Trump alle spese militari della Germania e alla sua dipendenza dalla Russia attraverso il Nord Stream 2.
Stoltenberg ha descritto i momenti drammatici in cui Trump ha quasi abbandonato il vertice, il che avrebbe potuto significare la fine storica dell’alleanza. Tuttavia, l’intervento della Cancelliera Angela Merkel e di altri leader europei ha convinto il presidente a rimanere, garantendo la continuità dell’esistenza della NATO.
Il ruolo di Angela Merkel nella stabilizzazione delle relazioni con la NATO
L’abile intervento di Merkel durante l’incontro ha contribuito ad allentare le tensioni, pur sottolineando che la decisione sulla spesa per la difesa spettava al Bundestag. La sua argomentazione, secondo cui la Germania era già il secondo maggior contributore di truppe alla NATO e aveva adempiuto al suo obbligo di fornire assistenza nonostante i limitati contributi finanziari, ha trovato riscontro in altri leader europei, come Emmanuel Macron.
Tuttavia, le richieste di Trump di aumentare la spesa militare al 4% della produzione economica sono state accolte con scetticismo. Le discussioni hanno evidenziato la crisi di fiducia di fondo tra Stati Uniti ed Europa in merito alla condivisione degli oneri all’interno dell’alleanza.
Impatto a lungo termine: dalla crisi di fiducia ai nuovi obiettivi di spesa militare
Gli eventi del 2018 hanno portato a decisioni significative negli anni successivi. L’obiettivo originariamente concordato del 2% è stato aumentato al 3,5% della spesa militare effettiva, più un ulteriore 1,5% per settori correlati come la difesa informatica e le infrastrutture. L’aggressione russa contro l’Ucraina dal 2022 ha ulteriormente accresciuto la consapevolezza delle debolezze militari dell’Europa.
La Germania ha inviato un chiaro segnale nel 2021 con un fondo speciale di 100 miliardi di euro per rafforzare la Bundeswehr. I paesi della NATO hanno quindi aumentato la loro spesa per la difesa quasi all’unanimità, spinti dalle crescenti preoccupazioni per la sicurezza in Europa e nel mondo transatlantico. Crisi di fiducia come motore per riforme di vasta portata
Le memorie di Stoltenberg mostrano come Trump abbia descritto gli Stati Uniti come indispensabili, ma la NATO come “obsoleta”. Nonostante le dure parole, l’alleanza si è evoluta sotto la pressione esercitata dal presidente. La necessità di un sano equilibrio nelle relazioni transatlantiche è stata sempre più riconosciuta.
Nel giugno 2025, sotto la guida del successore di Stoltenberg, Mark Rutte, la NATO ha rinnovato il suo impegno a rispondere adeguatamente alle minacce globali in evoluzione. Rutte aveva già assunto un ruolo di mediazione al vertice del 2018 e ha svolto un ruolo chiave nel disinnescare la posizione conflittuale di Trump.
Anno
| Spesa militare in % del PIL (Europa) | Posizione degli Stati Uniti nella spesa per la difesa | Eventi speciali | 2018 |
|---|---|---|---|
| 1,2% | 1 | Trump minaccia di lasciare la NATO | 2021 |
| 2,0% (Germania con l’aiuto del Fondo speciale) | 1 | Lancio del Fondo Speciale per la Bundeswehr | 2025 |
| 3,5% (Obiettivo) | 1 | Non solo il 2%, ma il 5% della spesa totale approvata | Nonostante le tensioni, l’impegno degli Stati Uniti rimane fondamentale per la politica di sicurezza europea. |
Per saperne di più sulle dinamiche politiche, clicca qui. Dimensioni economiche e di politica di sicurezza del partenariato transatlantico per la difesa
I dibattiti sulla spesa militare riflettono le questioni più profonde sulla condivisione degli oneri all’interno delle relazioni transatlantiche. Gli Stati Uniti insistono affinché gli Stati partner contribuiscano con la loro giusta quota per non compromettere la stabilità dell’alleanza per la sicurezza. L’Europa ha risposto aumentando gradualmente la propria spesa per la difesa e investendo in settori come la difesa informatica, che stanno diventando sempre più importanti in una moderna architettura di sicurezza.
Questa risposta finanziaria è strettamente legata a sfide strategiche come
l’influenza russa e il dibattito sul Nord Stream 2. La NATO non è solo un’alleanza militare, ma un fattore chiave per la stabilità politica e la sicurezza in Europa e Nord America. DimensioneRilevanza per la NATO 2025
| Esempio | Spesa militare | Aumento dei finanziamenti per le forze armate convenzionali e la difesa informatica |
|---|---|---|
| Fondo speciale dell’UE per la Bundeswehr | Stabilità politica | Essenziale per la fiducia tra gli Stati membri |
| Coesione nonostante le minacce di Trump | Cooperazione in materia di sicurezza | Espansione dei progetti di difesa congiunti |
| Cooperazione in materia di difesa informatica e infrastrutture | Uno stretto coordinamento tra Stati Uniti ed Europa rimane fondamentale. Informazioni di base sulla leadership politica statunitense sono disponibili | qui |
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